Esistono parole che non possiedono una traduzione perfetta. Raccontano un oggetto, un gesto o un’abitudine che appartenevano alla vita quotidiana di una comunità.
Anche il guardiolo conserva parole legate alla famiglia, al lavoro nei campi, agli animali, alla casa e al paesaggio. Molte venivano utilizzate ogni giorno, mentre oggi sono conosciute soprattutto dagli abitanti più anziani.
Quando una parola smette di essere pronunciata, non scompare soltanto un suono. Rischia di perdersi anche ciò che quella parola rappresentava: una conoscenza, un modo di lavorare o una particolare maniera di osservare il mondo.
Per questo sarebbe importante raccogliere le parole direttamente dalla voce degli abitanti, registrarne la pronuncia e raccontare il ricordo al quale sono legate.
Una parola alla volta potrebbe così nascere un piccolo dizionario della memoria: non soltanto un elenco di termini, ma un racconto collettivo di Guardia Piemontese.