Prima degli orologi personali e dei telefoni, il tempo di una comunità veniva riconosciuto anche attraverso i suoni.
Le campane annunciavano le celebrazioni religiose, accompagnavano i momenti di lutto e richiamavano gli abitanti nelle occasioni importanti. Il loro suono raggiungeva le case, i vicoli e i campi, creando un linguaggio comprensibile a tutta la comunità.
Ogni rintocco interrompeva per qualche istante il lavoro e ricordava che, oltre alla vita individuale, esisteva quella del paese. Le persone potevano riconoscere un evento senza vederlo, semplicemente ascoltando.
Oggi le campane continuano a far parte del paesaggio sonoro di Guardia, ma il loro significato nella vita quotidiana è cambiato. Non regolano più le giornate come in passato.
Chiedere agli abitanti più anziani quali suoni ricordano significa raccogliere una parte invisibile della storia del borgo. Un paese, infatti, non è fatto soltanto di luoghi da vedere, ma anche di voci, silenzi e suoni da ricordare.