A Guardia Piemontese alcune parole raccontano un viaggio iniziato secoli fa. Sono quelle del guardiolo, la varietà della lingua occitana portata in Calabria dalle comunità valdesi provenienti dalle valli alpine.
Per generazioni il guardiolo è stato la lingua della casa e della vita quotidiana. Non si imparava sui libri, ma ascoltando i genitori e i nonni, parlando con i vicini o lavorando insieme nei campi. Attraverso le sue parole venivano tramandati racconti, soprannomi, nomi dei luoghi e modi particolari di descrivere il mondo.
Oggi viene parlato meno rispetto al passato, ma continua a rappresentare uno degli elementi più importanti dell’identità locale. Ogni parola conservata racchiude una parte della storia del paese e della memoria delle famiglie.
Proteggere il guardiolo non significa soltanto ricordare il passato. Significa permettere alle nuove generazioni di riconoscere le proprie origini e mantenere vivo un legame che, attraversando montagne e secoli, è arrivato fino a Guardia Piemontese.