Sentirsi parte di un paese non significa soltanto esserci nati o viverci tutto l’anno.
Per alcuni, essere guardioli significa conoscere la lingua e la storia valdese. Per altri significa ricordare una persona, una casa, una strada o un’abitudine familiare. Chi è emigrato può sentirsi legato a Guardia anche dopo molti anni trascorsi lontano.
L’identità non è qualcosa di immobile. Cambia nel tempo e viene interpretata diversamente dagli anziani, dagli adulti e dai giovani. Può vivere nel guardiolo, nella cucina, negli abiti tradizionali, nei racconti sulla strage, ma anche nel modo contemporaneo di abitare e valorizzare il territorio.
Per comprendere che cosa significhi essere guardioli oggi bisognerebbe porre la stessa domanda a persone di età ed esperienze differenti: “Qual è la prima cosa che ti fa sentire parte di Guardia?”
Le risposte potrebbero essere molto diverse. Insieme, però, formerebbero il ritratto di una comunità che continua a confrontarsi con la propria storia, cercando un modo per trasmetterla al futuro.