Passeggiando nel Borgo Antico si possono ancora osservare alcune porte dotate di uno spioncino particolare, apribile dall’esterno.
Questi piccoli sportelli ricordano il controllo imposto ai Valdesi sopravvissuti alla strage del 1561 e costretti ad abbandonare la propria fede. Nei decreti emanati all’inizio del Seicento venne stabilito che le abitazioni fossero controllabili dall’esterno, per verificare che al loro interno non si svolgessero riunioni o pratiche considerate proibite.
Lo spioncino trasformava la porta, normalmente simbolo di protezione della casa, in uno strumento di sorveglianza. La vita privata poteva essere osservata e lo spazio domestico non apparteneva più completamente alla famiglia che lo abitava.
Oggi quelle porte non raccontano soltanto un’antica tecnica costruttiva. Testimoniano che il controllo religioso poteva entrare nella quotidianità delle persone, fino a raggiungere il luogo più intimo: la loro casa.
Conservarle significa ricordare il valore della libertà di pensiero, di coscienza e di culto.