Nel 1561 le autorità religiose e politiche avviarono una violenta repressione contro le comunità valdesi della Calabria.
Agli abitanti venne imposto di rinunciare alla propria fede e rientrare nella Chiesa cattolica. La resistenza di alcune comunità e l’uccisione del governatore spagnolo Castagneto provocarono una dura spedizione militare guidata dal marchese di Buccianico.
San Sisto venne distrutta e Guardia Piemontese fu attaccata nei primi giorni di giugno. Secondo la memoria locale, l’ingresso delle truppe nel borgo avvenne nella notte del 5 giugno 1561. Numerose persone furono uccise, arrestate o costrette alla fuga.
Molti prigionieri vennero trasferiti a Montalto Uffugo. Qui, l’11 giugno, 88 Valdesi furono giustiziati sulla scalinata della chiesa di San Francesco di Paola.
Non conosciamo con certezza il numero complessivo delle vittime di Guardia e delle altre comunità coinvolte. La documentazione storica consente però di parlare di una repressione organizzata che cancellò la presenza pubblica della fede valdese in Calabria.
La strage non rappresenta soltanto una pagina della storia religiosa. È una testimonianza delle conseguenze alle quali possono condurre l’intolleranza e la negazione della libertà di coscienza.