Anche Guardia Piemontese ha conosciuto l’esperienza dell’emigrazione.
Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento molti abitanti lasciarono la Calabria in cerca di lavoro. Le partenze ripresero con intensità nel secondo dopoguerra, dirigendosi verso altre regioni italiane e verso l’estero.
Chi partiva portava con sé poche cose materiali, ma conservava la lingua, le abitudini alimentari, i racconti familiari e il legame con il paese. Chi rimaneva attendeva lettere, fotografie, notizie e, qualche volta, il ritorno.
L’emigrazione ha lasciato segni visibili nelle case chiuse, nelle fotografie conservate nei cassetti e nei cognomi presenti lontano da Guardia. Ha modificato le famiglie e il modo di abitare il borgo, ma ha anche creato nuovi legami tra il paese e il mondo.
Ancora oggi il ritorno estivo di chi vive altrove riempie nuovamente strade e abitazioni. Partire, quindi, non ha sempre significato dimenticare: per molti ha significato imparare a portare Guardia con sé.